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LESSINI DURELLO D.O.C.

La DOC Lessini Durello
di Franco Ziliani.

La Doc Lessini Durello Nata nel 1987 la Doc interprovinciale Lessini Durello riguarda la produzione di vini bianchi, tranquilli e spumanti realizzati in una zona alto collinare a cavallo tra le province di Verona e di Vicenza nell'area dei Monti Lessini.
La zona di produzione comprende in provincia di Verona, l'intero territorio dei comuni di Vestenanova e San Giovanni Ilarione, parzialmente quello dei comuni di Montecchia di Crosara, Roncà, Cazzano di Tramigna, Tregnago e Badia Calavena; in provincia di Vicenza l' intero territorio dei comuni di Arzignano, Castelgomberto, Chiampo, Brogliano, Gambugliano, Trissino, parzialmente quello dei comuni di Cornedo, Costabissara, Gambellara, Isola Vic., Malo, Marano Vic., Montecchio Maggiore, Montorso Vic., Nogarole Vic., S.Vito di Leguzzano, Schio e Zermeghedo. Cenni storici sul vitigno Durello.

Il Vitigno Durello
Anima della Doc è il vitigno Durello (localmente chiamato anche Durella), un vitigno autoctono la cui presenza nel territorio risale sino all'epoca preistorica come testimoniano i ritrovamenti delle ampelidee fossili, antenate dell'attuale vitis vinifera, effettuati a Vestenanova di Bolca in alta Valle d'Alpone.
Una vera e propria documentazione storica della sua presenza data invece da almeno due secoli, se si considera valida l' identificazione del Durello nell' antico "occhio di pernice" nominato da studiosi come l'Alcanti e Maccà intorno al 1750.
Tuttavia secondo alcune testimonianze, il Durello risalirebbe addirittura sino al XIII secolo, individuando nell'attuale Durello la "durasena" citata nello statuto della comunità di Costozza nel 1292.
Avvicinandoci invece ad un' epoca più moderna possiamo trovare testimonianze della diffusione del vitigno nell' attuale area di produzione negli scritti di storici come il conte Giulio da Schio che parla del Durello come di un vitigno in grado di regalare "uve zuccherine" assai diffuso sulle colline di Arzignano.

Brevi note ampelografiche
Il Durello è un vitigno vigoroso di buona vigoria, resistenza alle malattie e capacità di adattamento a terreni di tipo argilloso-calcareo di origine vulcanica.
I grappoli sono di media grandezza, di forma piramidale e compatta.
Spesso dotato di un' ala .Gli acini presentano una buccia piuttosto spessa e coriacea (da cui molto probabilmente deriva il nome del vitigno) e tannica.
Oltre alla presenza nell' area della Lessinia il Durello (o Durella come segnalano alcuni testi) è segnalato in piccole percentuali sulle colline intorno a Pontremoli nell'Alta Lunigiana, figura tra i vitigni raccomandati in provincia di Massa Carrara e partecipa all'uvaggio della lgt Valle di Magra.

I vini Lessini Durello
Caratteristica peculiare del Durello, grazie all' alta percentuale di acido malico e alla vivace acidità totale, è la sua notevole vocazione alla spumantizzazione sia con il metodo classico della rifermentazione in bottiglia sia con il metodo Charmat.
Vocazione che soprattutto nei decenni scorsi ha fatto sì che molto Durello venisse esportato in Germania per la produzione dei locali Sekt.
I vini (in zona esiste anche una tradizione di vini tranquilli o addirittura di sorprendenti passiti) si presentano pertanto freschi, vivaci, ben secchi, leggermente e piacevolmente aciduli, ricchi di nerbo, atti a essere serviti, ben freschi, come aperitivo.
Data la personalità dei vini se ne consiglia l' abbinamento gastronomico ad alcuni piatti della cucina di pesce veneta e marinara: il canonico baccalš alla vicentina, in primis, ma anche gli antipasti di mare, le ostriche e le trote di torrente.
Molto valido risulta inoltre l'accostamento degli spumanti a frittate e minestre a base di erbe spontanee e agli asparagi, oltre ai primi piatti (crespelle) con verdure e formaggi, mentre i bianchi tranquilli si addicono particolarmente alle lumache (corgnòi) e all' anguilla di Comacchio.

Disciplinare
L' attuale disciplinare di produzione prevede che i vini Doc possano essere prodotti con una percentuale minima di uve Durello pari all'85 % e da un 15% massimo di Garganega, Trebbiano di Soave o nostrano, Pinot bianco, Pinot nero e Chardonnay.
È alle viste una revisione del disciplinare che dovrebbe portare fino a ad una percentuale del 30 % il contributo di queste varietà non autoctone, cosñ da regalare un nuovo, più moderno profilo ai vini, una maggiore morbidezza in sintonia con l'attuale orientamento del gusto del consumatore.
La superficie vitata attuale è pari ad 530 Ettari per una produzione annua di 85000 quintali d'uva.
Le aziende interessate alla coltivazione del Durello sono circa 500 mentre una decina sono le aziende che imbottigliano.

 

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